Il melasma è una comune condizione della pelle che provoca la comparsa di macchie più scure a causa di un aumento della pigmentazione. Questo porta a un colorito non uniforme, che può essere persistente e difficile da trattare. Sebbene non comporti gravi rischi per la salute, può spesso influire sulla fiducia in sé stessi e sull’autostima.
Il melasma è più frequente nelle donne e nelle persone con tonalità di pelle più scure. È inoltre comunemente osservato durante la gravidanza, principalmente a causa dei cambiamenti ormonali che possono stimolare un aumento della produzione di melanina.
Sono disponibili numerose opzioni terapeutiche, tra cui trattamenti topici su prescrizione come i retinoidi, nonché procedure dermatologiche come il microneedling o la terapia laser.

Il melasma è pericoloso?
La risposta breve è no: il melasma non è pericoloso. Si tratta di una condizione cutanea completamente benigna e innocua. Non è una forma di tumore della pelle, non si trasforma in cancro e non è contagiosa né infettiva.
Sebbene possa essere frustrante conviverci, il suo impatto è esclusivamente estetico e non medico.
Cosa può scatenare il melasma?
Il melasma può essere causato da diversi fattori, ma le due principali cause scatenanti sono gli ormoni e l’esposizione ai raggi UV.
Alcune persone lo considerano una “condizione legata alla gravidanza”, ma questa definizione non è del tutto corretta. Sebbene molte donne sviluppino il melasma durante la gravidanza, ciò avviene principalmente a causa dei cambiamenti ormonali e non della gravidanza in sé. Per questo motivo, anche le donne che assumono contraccettivi ormonali o seguono una terapia ormonale sostitutiva (TOS) presentano un rischio maggiore di sviluppare il melasma.
I fattori che possono scatenare il melasma includono:
Genetica
Una storia familiare di melasma aumenta il rischio di sviluppare questa condizione. Alcuni studi mostrano che la sua presenza tra i membri della stessa famiglia può raggiungere il 61%. Inoltre, le persone con una carnagione naturalmente più scura sono più predisposte al melasma perché la loro pelle contiene un numero maggiore di melanociti, le cellule responsabili della produzione del pigmento.
I melanociti producono la melanina, il pigmento che conferisce colore alla pelle. Quando la produzione di melanina aumenta eccessivamente, possono comparire macchie scure. La genetica può influenzare anche i livelli ormonali e le donne con livelli naturalmente più elevati di estrogeni hanno una maggiore probabilità di sviluppare il melasma.
Esposizione ai raggi UV
L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) è una delle principali cause dell’iperpigmentazione cutanea. La principale fonte di raggi UV è il sole, ma anche lettini abbronzanti, lampade solari e dispositivi per l’asciugatura dello smalto emettono radiazioni UV.
I raggi UV stimolano la melanogenesi, il processo attraverso il quale i melanociti producono melanina. Inoltre, provocano indirettamente il rilascio da parte delle cellule cutanee (cheratinociti) di sostanze chimiche che favoriscono ulteriormente la produzione di melanina.
Le persone con pelle più scura sono particolarmente suscettibili al melasma in seguito all’esposizione ai raggi UV. Sebbene la melanina abbia una funzione protettiva, nel melasma l’esposizione ai raggi UV può causare stress ossidativo e infiammazione, inducendo i melanociti a produrre melanina in modo incontrollato.
Ormoni
Anche gli ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone, possono favorire la comparsa del melasma.
Esistono tre principali tipi di estrogeni: E1, E2 ed E3. L’E2 (estradiolo) è la forma più comune e biologicamente più attiva presente nell’organismo.
L’estradiolo regola la produzione di melanina e la pigmentazione cutanea. Aumenta la produzione di melanina attivando i recettori degli estrogeni nelle cellule della pelle, stimolando ulteriori processi che favoriscono sia la sintesi della melanina sia la crescita dei melanociti.
L’E1 svolge anch’esso un ruolo importante nella formazione della melanina, contribuendo all’attivazione di specifici enzimi coinvolti nella sua sintesi.
L’E3 è la principale forma di estrogeno prodotta durante la gravidanza. Supporta la crescita e il mantenimento della placenta e dell’utero. Può inoltre contribuire alla melanogenesi aumentando lo stress ossidativo, che può danneggiare le cellule cutanee e alterare i meccanismi di produzione della melanina, favorendo l’iperpigmentazione.
Il progesterone può contribuire al melasma legandosi a specifici recettori presenti sui melanociti, provocando una produzione eccessiva di melanina.
La semplice presenza di estrogeni e progesterone non causa direttamente il melasma, ma può aumentare la predisposizione della pelle a svilupparlo. Nella maggior parte dei casi, il melasma compare a causa di una combinazione di fattori ormonali e altri elementi scatenanti, come esposizione ai raggi UV, calore o stress, che stimolano una produzione eccessiva di melanina.
Inoltre, la contraccezione ormonale e la terapia ormonale sostitutiva (TOS) sono associate a un rischio più elevato di sviluppare il melasma, poiché modificano i livelli di estrogeni e progesterone. Le ricerche hanno evidenziato che le donne affette da melasma presentano spesso una maggiore esposizione a questi ormoni rispetto alle donne che non ne soffrono.
Stress
Livelli elevati di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, possono rappresentare un fattore scatenante del melasma.
Quando il cortisolo rimane elevato per lunghi periodi, può provocare squilibri ormonali e aumentare lo stress ossidativo, che può danneggiare le cellule cutanee e i melanociti. Questo processo può portare a una produzione eccessiva di melanina e alla comparsa di macchie scure sulla pelle.
Perché è importante gestire il melasma?
Sebbene il melasma non comporti gravi complicazioni per la salute, gestirlo può aiutare a prevenire il peggioramento dei sintomi e a ottenere un colorito della pelle più uniforme. Se non trattate, le macchie di melasma possono estendersi ad altre aree del viso e, in alcuni casi, diventare permanenti.
Molte persone affette da melasma vivono sentimenti di insicurezza legati al proprio aspetto, che possono causare disagio emotivo e persino contribuire allo sviluppo di ansia e depressione. Per questo motivo, una corretta gestione del melasma può migliorare significativamente la qualità della vita.
Quali procedure possono aiutare a gestire il melasma?
Attualmente non esiste una cura definitiva per il melasma. I trattamenti disponibili hanno l’obiettivo di migliorarne l’aspetto riducendo l’iperpigmentazione e ripristinando un tono della pelle più uniforme.
Come per molti trattamenti dermatologici, sono generalmente necessarie più sedute e possono essere necessarie diverse settimane o persino mesi prima di osservare miglioramenti significativi.
Se il melasma è correlato alla gravidanza, potrebbe attenuarsi spontaneamente entro pochi mesi dal parto. In alcuni casi, il trattamento può essere preso in considerazione anche durante la gravidanza, ma non tutte le opzioni terapeutiche sono adatte. Qualsiasi trattamento raccomandato richiede una valutazione attenta e un monitoraggio da parte di un professionista sanitario.
Peeling chimici
I peeling chimici sono trattamenti cosmetici che contengono un’elevata concentrazione di acidi per esfoliare la pelle in profondità. Durante il processo di esfoliazione, gli strati superficiali della pelle vengono rimossi e, man mano che la pelle guarisce, appare più fresca, luminosa e uniforme.
Nel caso del melasma, i peeling chimici possono contribuire a uniformare il tono della pelle eliminando le aree iperpigmentate.
Esistono diversi tipi di peeling acidi e, in base alla gravità della pigmentazione, al fototipo cutaneo e alla sensibilità della pelle, il dermatologo consiglierà l’opzione più adatta. Un peeling più delicato può essere realizzato con l’acido mandelico, che aiuta a rimuovere lo strato superficiale della pelle. I peeling a base di acido tricloroacetico (TCA), invece, sono più intensi poiché penetrano più in profondità. Ciò comporta tempi di recupero più lunghi e possibili effetti collaterali più marcati, ma se eseguiti correttamente possono offrire risultati eccellenti.
Terapia laser
La terapia laser utilizza energia luminosa concentrata per aiutare a frammentare l’eccesso di pigmento presente nella pelle. Questo può migliorare il colorito irregolare e ridurre la visibilità del melasma e di altri disturbi della pigmentazione.
Una delle tecniche più utilizzate è il laser Nd:YAG Q-switched a 1064 nm a bassa fluenza (QSNY). Questo trattamento impiega impulsi laser estremamente rapidi per colpire e frammentare la melanina presente nella pelle, riducendo al minimo i danni causati dal calore. Poiché il calore eccessivo può peggiorare l’iperpigmentazione, questo metodo è considerato più delicato e sicuro rispetto ad altri trattamenti laser.
Un’altra opzione è rappresentata dal laser frazionato non ablativo (NAFL). Questi dispositivi utilizzano lunghezze d’onda infrarosse per creare minuscole lesioni termiche controllate nella pelle. Durante il processo di guarigione, la pelle attiva i propri meccanismi di riparazione e contribuisce a eliminare il pigmento in eccesso, favorendo nel tempo un tono cutaneo più uniforme.
Poiché i trattamenti laser possono causare effetti collaterali o persino peggiorare la pigmentazione se eseguiti in modo scorretto, è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati con esperienza nel trattamento dei disturbi pigmentari.
Microneedling
Il microneedling è una procedura che prevede la creazione di minuscoli microfori nella pelle mediante aghi molto sottili. Durante il processo di riparazione di queste microlesioni, la pelle aumenta la produzione di collagene e può contribuire a ridurre l’eccesso di melanina, migliorando l’aspetto generale della cute e rendendola più liscia e luminosa.
Esistono diverse tecniche di microneedling, tra cui penne elettroniche, dispositivi a stampo e rulli utilizzabili a domicilio. Tuttavia, per ottenere risultati più sicuri ed efficaci, è consigliabile sottoporsi al trattamento presso professionisti che utilizzano dispositivi approvati in ambito dermatologico.
Iniezioni di PRP
La terapia con Plasma Ricco di Piastrine (PRP) utilizza un campione del sangue del paziente per ottenere una soluzione concentrata di piastrine, che viene successivamente iniettata nella pelle. Per separare i diversi componenti del sangue viene utilizzata una centrifuga, in modo da isolare esclusivamente il plasma ricco di piastrine.
Le piastrine contengono fattori di crescita che possono stimolare la produzione di collagene, migliorare la texture cutanea, attenuare linee sottili e rughe e favorire un colorito più uniforme.
Uno studio ha evidenziato che il PRP può rappresentare un trattamento efficace per il melasma, con un miglioramento significativo osservato dopo 12 settimane di trattamento e senza recidive nei tre mesi successivi al termine della terapia.
È meglio gestire il melasma con farmaci su prescrizione o con trattamenti cosmetici?
Dipende dalla gravità del melasma.
Nei casi lievi, i trattamenti topici su prescrizione, come i retinoidi, possono essere sufficienti per uniformare il tono della pelle e ridurre la pigmentazione. Rispetto a procedure come laser, microneedling e peeling chimici, i trattamenti topici generalmente comportano poco o nessun tempo di recupero, un rischio minore di effetti collaterali e costi significativamente inferiori. Sono inoltre più pratici, perché possono essere utilizzati a casa senza la necessità di più sedute in clinica.
Tuttavia, per le persone con melasma persistente o da moderato a severo, le procedure possono rappresentare una scelta migliore. Trattamenti come laser e peeling chimici possono spesso offrire risultati che i trattamenti topici da soli non riescono a ottenere, talvolta anche in tempi più rapidi.
In definitiva, la scelta del trattamento migliore dipende dalla tua pelle, dalla gravità del melasma e dai tuoi obiettivi. È sempre importante informarsi e rivolgersi a un professionista qualificato prima di iniziare qualsiasi trattamento.
Cosa si può fare insieme alle creme su prescrizione per gestire il melasma?
Il miglior approccio al melasma è la prevenzione. Spesso viene scatenato o peggiorato dall’esposizione al sole, quindi l’uso quotidiano della protezione solare aiuta a proteggere la pelle dalle radiazioni UV che stimolano la produzione di melanina. Inoltre, indossare indumenti protettivi come cappelli e, soprattutto durante le ore di massima esposizione solare, può ridurre ulteriormente il rischio che la pigmentazione peggiori. Queste misure sono particolarmente importanti durante la gravidanza, quando il rischio di sviluppare il melasma è più alto a causa dei cambiamenti ormonali.
È anche importante intervenire precocemente. Se noti i primi segni di melasma, è consigliabile consultare un medico il prima possibile. Iniziare il trattamento in fase iniziale può aiutare a prevenire la diffusione della pigmentazione e renderla più facile da trattare. Rimandare il trattamento spesso permette al melasma di estendersi e diventare più persistente, rendendolo più difficile da gestire nel lungo periodo.