la TB ieri e oggi, sfide globali e perché è ancora una priorità sanitaria
Ogni anno, il 24 marzo si celebra la World Tuberculosis Day, una giornata dedicata alla sensibilizzazione su una delle malattie infettive più antiche e, purtroppo, ancora attuali: la tubercolosi (TB).
La data ricorda il 24 marzo 1882, quando Robert Koch annunciò la scoperta del batterio responsabile della malattia, il Mycobacterium tuberculosis. Questa scoperta rappresentò un punto di svolta nella storia della medicina moderna, aprendo la strada alla diagnosi e al trattamento di una patologia che, all’epoca, era una delle principali cause di morte in Europa.
Oggi, nel 2026, potremmo pensare che la tubercolosi sia una malattia del passato. Ma non è così. La TB continua a rappresentare una sfida globale e, sebbene in Italia l’incidenza sia relativamente bassa, la prevenzione e il controllo rimangono fondamentali.

📜 La tubercolosi nella storia: da “mal sottile” a malattia curabile
Per secoli, la tubercolosi è stata conosciuta come “consunzione” o “mal sottile”, per via del progressivo dimagrimento e dell’indebolimento che causava nei pazienti. Nell’Ottocento era diffusa in tutta Europa e colpiva in particolare le fasce più povere della popolazione, dove le condizioni igienico-sanitarie erano precarie.
La scoperta di Koch nel 1882 segnò una rivoluzione scientifica. Nei decenni successivi, grazie:
- al miglioramento delle condizioni igieniche,
- alla vaccinazione BCG,
- e all’introduzione degli antibiotici nel Novecento,
la TB iniziò a diminuire drasticamente nei Paesi industrializzati.
Sembrava una battaglia vinta.
🌍 La tubercolosi oggi nel mondo
Secondo l’World Health Organization, la tubercolosi è ancora tra le principali cause di morte per malattie infettive a livello globale. Ogni anno milioni di persone si ammalano di TB e centinaia di migliaia muoiono, soprattutto in:
- Africa subsahariana
- Asia meridionale
- aree con sistemi sanitari fragili
La TB è strettamente legata a fattori sociali come:
- povertà
- malnutrizione
- sovraffollamento
- accesso limitato alle cure
Negli ultimi anni, inoltre, la pandemia di COVID-19 ha rallentato programmi di diagnosi e trattamento, causando una recrudescenza dei casi in alcuni Paesi.
🇮🇹 La situazione della tubercolosi in Italia
In Italia, la tubercolosi è considerata una malattia a bassa incidenza, ma non è scomparsa. I casi registrati ogni anno sono relativamente pochi rispetto ad altre nazioni, ma si concentrano principalmente in:
- persone vulnerabili
- soggetti immunodepressi
- migranti provenienti da Paesi ad alta incidenza
- persone con condizioni socioeconomiche svantaggiate
La sorveglianza è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, che monitora i casi e supporta le strategie di prevenzione.
È importante sottolineare che la TB non è una malattia “straniera”: può colpire chiunque, soprattutto in presenza di un sistema immunitario indebolito.
🦠 Cos’è la tubercolosi e come si trasmette
La tubercolosi è un’infezione batterica causata dal Mycobacterium tuberculosis, che colpisce principalmente i polmoni (TB polmonare), ma può interessare anche:
- linfonodi
- ossa
- reni
- sistema nervoso centrale
Si trasmette per via aerea, attraverso goccioline respiratorie emesse con tosse, starnuti o parlando.
Tuttavia, non tutte le persone infettate sviluppano la malattia attiva.
🔬 Infezione latente e malattia attiva
Esistono due condizioni diverse:
1️⃣ Infezione tubercolare latente (LTBI)
Il batterio è presente nell’organismo, ma:
- non causa sintomi
- non è contagioso
Può però riattivarsi in caso di indebolimento immunitario.
2️⃣ Tubercolosi attiva
Comporta sintomi come:
- tosse persistente
- febbre
- sudorazioni notturne
- perdita di peso
- affaticamento
In questa fase, la persona è contagiosa se la TB è polmonare.
La diagnosi precoce è fondamentale per interrompere la catena di trasmissione.
💊 La tubercolosi si può curare?
Sì. La tubercolosi è curabile, ma richiede:
- terapia antibiotica combinata
- durata minima di 6 mesi
- aderenza rigorosa al trattamento
L’interruzione precoce della terapia può portare a:
- recidive
- sviluppo di resistenze
- TB multi-resistente (MDR-TB)
Ed è proprio la resistenza agli antibiotici una delle sfide più importanti oggi.
⚠️ La minaccia della tubercolosi resistente
La TB multi-resistente rappresenta un problema globale crescente. In questi casi:
- i farmaci standard non sono efficaci
- le cure sono più lunghe e costose
- aumentano le complicanze
Contrastare l’antibiotico-resistenza significa:
- garantire terapie complete
- migliorare l’accesso alle cure
- investire in nuovi farmaci
🛡️ Prevenzione: cosa possiamo fare?
Anche nei Paesi a bassa incidenza come l’Italia, la prevenzione è cruciale.
✔ Screening mirati
Test per persone a rischio (es. operatori sanitari, immunodepressi).
✔ Vaccinazione BCG
Non è obbligatoria in Italia per tutta la popolazione, ma raccomandata in specifiche situazioni a rischio.
✔ Miglioramento delle condizioni sociali
La lotta alla TB passa anche attraverso:
- riduzione della povertà
- accesso equo ai servizi sanitari
- informazione e educazione sanitaria
🏥 Perché parlarne ancora oggi?
Molti pensano che la tubercolosi appartenga al passato, ma la storia ci insegna che le malattie infettive possono riemergere rapidamente.
La globalizzazione, i flussi migratori, le disuguaglianze sociali e le crisi sanitarie internazionali rendono essenziale mantenere alta l’attenzione.
Inoltre, la TB è un indicatore delle fragilità di un sistema sanitario e sociale.
🌱 La Giornata Mondiale della Tubercolosi come opportunità
La World Tuberculosis Day non è solo una commemorazione storica, ma un’occasione per:
- promuovere informazione corretta
- combattere lo stigma
- sostenere la ricerca
- rafforzare le politiche di prevenzione
In Italia, questo significa anche:
- investire nella medicina territoriale
- migliorare l’accesso ai servizi per le fasce vulnerabili
- integrare salute pubblica e politiche sociali
🔎 Conclusione
La tubercolosi è una malattia antica, ma ancora attuale. I progressi scientifici hanno trasformato la TB da condanna quasi certa a malattia curabile, ma le sfide restano:
- resistenze farmacologiche
- disuguaglianze globali
- necessità di diagnosi precoce
- importanza dell’aderenza terapeutica
Il 24 marzo ci ricorda che la salute pubblica richiede vigilanza continua. Anche nei Paesi a bassa incidenza come l’Italia, la prevenzione e la consapevolezza restano strumenti fondamentali per proteggere la popolazione.
La lotta alla tubercolosi non è finita. Ma con informazione, ricerca e cooperazione internazionale, è una battaglia che possiamo continuare a vincere.