Il mal di montagna si verifica quando il corpo fatica ad adattarsi ai livelli ridotti di ossigeno ad alta quota. Per evitare di ammalarti, è importante prepararti adeguatamente alla salita, così da sapere esattamente cosa aspettarti durante il viaggio.

Oltre a pianificare in anticipo, è fondamentale conoscere i diversi tipi di mal di montagna e come possono influenzarti, così come sapere cosa fare se iniziano a comparire i sintomi.

  • Il mal di montagna è un termine generico che comprende diverse condizioni di salute che possono svilupparsi quando si sale troppo rapidamente ad alta quota.
  • Le tre forme più comuni sono il mal di montagna acuto (AMS), l’edema polmonare da alta quota (HAPE) e l’edema cerebrale da alta quota (HACE).
  • Questa pagina contiene informazioni sui diversi tipi di mal di montagna, inclusi i sintomi più comuni e come prevenirli o trattarli.
  • I segnali di comunicazione possono essere imprevedibili ad alta quota, quindi consigliamo di stampare questa guida e portarla con sé per poterla consultare durante il viaggio.

Come evitare il mal di montagna?

Che cos’è il mal di montagna acuto (AMS)?

Il mal di montagna acuto è la forma più comune di mal di montagna. Come la maggior parte delle forme di mal di montagna, l’AMS si manifesta generalmente quando si sale troppo rapidamente a quote di circa 2.500 metri (sul livello del mare). Luoghi come il Monte Everest in Nepal, alcune zone delle Alpi e La Paz in Bolivia sono esempi di aree ad alta quota. Tuttavia, è possibile sviluppare il mal di montagna anche in altri luoghi, come le stazioni sciistiche situate ad alta altitudine.

Più si sale in alto, più diventa difficile respirare normalmente, poiché i livelli di ossigeno diminuiscono. Quando si sale troppo rapidamente ad alta quota, possono comparire sintomi mentre il corpo cerca di adattarsi. Tra questi vi sono mal di testa, nausea e vomito, vertigini, insonnia e perdita di appetito. I sintomi dell’AMS vengono talvolta paragonati a quelli di una “sbornia” il giorno dopo aver consumato diverse unità di alcol.

Il mal di montagna acuto è la forma più lieve di mal di montagna e può talvolta essere alleviato con il riposo. Interrompere la salita e rimanere alla stessa altitudine per un certo periodo può aiutare a far scomparire i sintomi; tuttavia, se persistono, sarà necessario scendere a quote più basse per evitare che peggiorino.

Come funzionano i trattamenti per il mal di montagna?

I trattamenti per il mal di montagna sono progettati per aiutare il corpo ad acclimatarsi alle alte quote, dove la disponibilità di ossigeno è ridotta.

L’Acetazolamide è uno dei trattamenti utilizzati per il mal di montagna acuto (AMS). Si tratta di una compressa che generalmente si inizia a prendere due giorni prima della salita. Agisce modificando i livelli di acidità nel sangue, aiutandoti a respirare più rapidamente e permettendo al corpo di assorbire l’ossigeno necessario.

Può essere utilizzata anche quando i sintomi sono già comparsi, ma in questi casi sarà comunque necessario riposare e interrompere la salita per favorire il recupero dell’organismo.

Qual è il momento migliore per iniziare il trattamento?

Se stai pianificando un viaggio in una zona ad alta quota, potrebbe esserti prescritto un trattamento per prevenire i sintomi del mal di montagna prima che si manifestino. Questo di solito significa iniziare una terapia con compresse nei giorni precedenti alla salita, continuandola anche durante il viaggio.

Se non sei sicuro di aver bisogno di un trattamento, è consigliabile parlarne con un medico. Potrà valutare la tua storia clinica per individuare eventuali rischi legati alla permanenza in alta quota. L’acetazolamide, prescritta off-label nell’Unione Europea per il mal di montagna, può facilitare l’acclimatazione, ma non è adatta a tutti. Ad esempio, non deve essere assunta insieme a farmaci come il litio o l’aspirina.

Un’altra opzione terapeutica è il Dexamethasone, un corticosteroide generalmente utilizzato per forme più gravi di AMS o per l’edema cerebrale da alta quota (HACE). A differenza dell’acetazolamide, il desametasone non favorisce l’acclimatazione, ma agisce riducendo rapidamente il gonfiore. Viene spesso utilizzato quando i sintomi sono gravi ed è pensato per essere assunto durante la discesa a quote più basse.

Cosa fare prima di salire ad alta quota?

Se stai pianificando un viaggio in alta montagna, è fondamentale prepararsi adeguatamente. Oltre a sapere come idratarti correttamente e comprendere le tue esigenze nutrizionali durante il viaggio, può essere utile migliorare la tua forma cardiovascolare e la forza fisica, così che il tuo corpo sia più capace di affrontare la ridotta disponibilità di ossigeno.

La tua esperienza precedente ad alta quota, così come il tuo livello generale di forma fisica, possono svolgere un ruolo cruciale nella pianificazione di un viaggio sicuro e di successo, aiutandoti a evitare problemi di salute.

Per questo motivo, è essenziale consultare un medico prima di qualsiasi viaggio in alta quota. Potrà aiutarti a comprendere meglio le tue esigenze personali mentre il tuo corpo si adatta a condizioni difficili, e consigliarti su eventuali opzioni di trattamento da prendere in considerazione.

Come salire in sicurezza

L’approccio che adotti può variare a seconda dell’ascensione che stai affrontando, in base alla quantità di terreno che intendi coprire ogni giorno o alla durata dei periodi di riposo. In ogni caso, è fondamentale assicurarsi di salire in modo graduale.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano raccomanda quanto segue:

  • Non consumare alcol durante la salita
  • Trascorrere alcuni giorni a un’altitudine inferiore ai 2.500 m prima di salire più in alto
  • Fare una giornata di “riposo” o di “acclimatamento” ogni 3–4 giorni una volta superati i 3.000 m
  • Evitare di volare direttamente in un ambiente ad alta quota

È importante seguire queste indicazioni di base per ridurre il rischio di sintomi da alta quota. Cerca di bere circa 3–4 litri di acqua al giorno e di evitare stimolanti come alcol e tabacco, che favoriscono la disidratazione.

Poiché il corpo lavora di più ad alta quota, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per salire in sicurezza. Assicurati di coprire il tuo fabbisogno calorico quotidiano e privilegia carboidrati di qualità per mantenere stabili i livelli di energia.

Un noto principio dell’alpinismo è “salire in alto, dormire in basso”, che significa che dopo le ascensioni diurne è consigliabile scendere leggermente, così da favorire un sonno e un recupero migliori rispetto al pernottamento a quote più elevate.

Infine, è importante evitare il più possibile l’eccessivo sforzo fisico.

Quando richiedere assistenza medica

Il tipo di viaggio che stai intraprendendo può determinare il livello di assistenza medica disponibile. Le spedizioni organizzate, come quelle verso l’Everest Base Camp, di solito includono la presenza di un medico o di personale sanitario in grado di intervenire se compaiono sintomi del mal di montagna. Tuttavia, le escursioni indipendenti o le spedizioni più piccole potrebbero non offrire questo supporto.

È fondamentale essere consapevoli del tipo di assistenza disponibile durante la salita ad alta quota. È altrettanto importante riconoscere tempestivamente i sintomi e sapere come comportarsi quando iniziano a manifestarsi.

Tipi di mal di montagna

AMS

Il mal di montagna acuto (AMS) è la forma più comune di mal di altitudine. I sintomi si sviluppano solitamente entro 6–12 ore dalla salita e possono includere:

  • Mal di testa pulsante che peggiora quando si è sdraiati
  • Nausea o vomito
  • Debolezza o affaticamento
  • Sensazione di vertigine o instabilità

Se compaiono sintomi di AMS: interrompi la salita. Gli antidolorifici da banco possono aiutare ad alleviare il mal di testa e, se non li stai già assumendo, le compresse di acetazolamide possono favorire il processo di acclimatamento. È importante riposare e rimanere alla quota attuale fino al miglioramento dei sintomi. Se peggiorano, è necessario iniziare la discesa e richiedere assistenza medica immediata.

HAPE

L’edema polmonare da alta quota (HAPE) si verifica quando si accumula liquido nei polmoni. I sintomi compaiono spesso entro i primi 2–4 giorni di salita a 2.500 metri o più, troppo rapidamente, e possono includere:

  • Fiato corto, anche a riposo
  • Tosse secca persistente (inizialmente)
  • Produzione di espettorato rosa o schiumoso (nei casi più gravi)
  • Stanchezza estrema e riduzione delle prestazioni
  • Oppressione al petto
  • Battito cardiaco accelerato

L’HAPE può essere potenzialmente letale, quindi è necessario scendere immediatamente e cercare assistenza medica. L’ossigeno continuo può aiutare ad alleviare i sintomi, così come farmaci come il desametasone.

HACE

L’edema cerebrale da alta quota (HACE) è la forma più grave e potenzialmente letale di mal di montagna e comporta un gonfiore del cervello. I sintomi possono includere:

  • Grave perdita di coordinazione
  • Disorientamento e confusione
  • Sensazione di estrema lentezza o sonnolenza
  • Comportamenti irrazionali, come sbalzi d’umore estremi

Come per l’HAPE, la comparsa dei sintomi richiede una discesa rapida. Anche l’ossigeno e il desametasone possono aiutare, ma il modo più efficace per ricevere cure adeguate è tornare urgentemente a quote più basse.

Punti chiave da ricordare

  • Avere consapevolezza dei diversi tipi di mal di montagna può aiutarti a riconoscerne i sintomi, aspetto fondamentale per restare al sicuro durante il viaggio.
  • Pianifica in anticipo: preparati sia mentalmente che fisicamente alle sfide dell’alta quota e porta con te scorte sufficienti per mantenerti idratato e ben nutrito durante tutta l’ascensione.
  • Parlare con un medico prima della partenza può offrirti un quadro più chiaro del tuo stato di salute e dei trattamenti che potresti dover portare con te.
  • Gestisci il ritmo. È facile spingersi oltre i propri limiti durante la salita. Ricorda di non esagerare e di inserire giorni di riposo per mantenere adeguati livelli di energia.
  • Conosci i sintomi del mal di montagna, inclusi AMS, HAPE e HACE. Imparare a riconoscerli può aiutarti a restare al sicuro e a prevenire situazioni di emergenza.
Ultima revisione:  20/04/2026